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PIN-DEVICE

PIN-DEVICE

 

                                           ALESSANDRA MAZZEO

LE MIE RADICI

Da mia madre, Giuseppina Petracca, ho imparato l’entusiasmo, l’infaticabilità, la creatività. È stata esuberante esponente dell’Italia del boom economico e della sua scia, con la passione per i designer, gli stilisti e gli artigiani d’eccellenza che hanno reso celebre il Made in Italy. Sono indimenticabili le riunioni conviviali dalla mise en place e dalle presentazioni culinarie straordinarie nelle quali la aiutavo con orgoglio, che hanno tenuto saldi i valori familiari mescolandoli alla cultura e all’esempio professionale che effondeva dai personaggi di spicco che ne hanno frequentato la casa. Ancora oggi ha il dono del colpo d’occhio - capace di scovare le cose belle nascoste (lei dice: “Mi chiamano!”) - e del sorriso, il suo leitmotiv che ha precorso The Young Pope di Sorrentino.

Mio padre, il geometra Giovanni Mazzeo, Dirigente dell’acquedotto molisano giunto da Sant'Agata di Puglia per la costruzione delle diramazioni dell’entroterra, fu sempre all’avanguardia nell’applicazione di materiali atossici a tutela della salute pubblica e di nuove metodologie tese al risparmio dell’acqua, che egli considerava già allora tra i beni da tutelare con maggiore cura. Ho avuto l’enorme privilegio di fare con lui la storica rotazione della leva del rubinetto che ha erogato, per la prima volta, acqua della rete idrica potabile a Duronia, rendendo antichi, in un attimo, la “tina” di rame e il suo mestolo. Una pietra miliare nella lotta alle malattie infettive a trasmissione oro-fecale.

Da mio padre ho imparato a raggiungere il punto più alto e a guardare da lì, dove la visione è completa; l’approccio intelligente ai problemi; l’importanza della conoscenza, dei viaggi, dei libri; l’amore per la natura, gli alberi, gli animali da rispettare e lasciare liberi; scegliere sempre il meglio, che non ha prezzo; il senso della giustizia; l’onestà cristallina; la generosità (tendere una mano, sempre: un aiuto dato in un momento di buio può riportare la luce); il trascendente; l’innovazione; la tenacia.

Da lui e da mio nonno Sebastiano Petracca, il Medico Condotto di Duronia che ancora oggi viene ricordato per le visite domiciliari a cavallo, nei casolari isolati dove non esisteva strada carrabile, ho imparato l’amore per la salute pubblica; ho avuto l’onore immenso di assistere, ancora bambina, alla prima campagna vaccinale antipolio, con il compito di porgere a mio nonno le zollette di zucchero sulle quali egli dispensava le gocce di vaccino da somministrare a tutti i bambini del paese; è stato un evento storico indimenticabile.

Da mia nonna Marietta ho imparato soprattutto l’ironia (e che “Se non hai almeno 6 ore di tempo, è inutile che ti metti ai fornelli!”).

Dalla mia omonima nonna paterna: “Studia!”.

Da mio nonno paterno, Giovanni, ho imparato che l’esempio vale più delle parole.

LA FILOSOFIA PROGETTUALE NELL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Con il mio background culturale, è stato naturale dedicare la parte più rilevante del mio lavoro di Microbiologa, presso l’Università degli Studi del Molise, a svincolare la diagnosi dalla presenza di strutture sanitarie specializzate (ospedali, laboratori), per renderla accessibile a tutti e dovunque, soprattutto per le popolazioni dei Paesi a economia meno sviluppata ove non esistono laboratori capillarmente diffusi o strade a percorrenza veloce per raggiungerli. Ritengo, infatti, che l’accesso alla diagnosi sia un diritto universale e inalienabile.

Ho raggiunto il risultato prefissato con i brevetti industriali EP1499894, CN100476434 e US7510687, dei quali sono primo inventore.

Grazie all’impegno della dottoressa Linda Cifolelli dell’ENEA, il metodo è stato sperimentato nel campo della sicurezza alimentare dall’IHCP - DG JRC - EC, braccio scientifico e tecnologico della Commissione Europea, ottenendo un’attestazione di validità e la pubblicazione di articoli in riviste scientifiche internazionali (vedi JRC Repository: M. Ermolli, M. Querci, G. Van den Eede, A. Mazzeo et al.http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC32181;  

http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/handle/JRC49810), uno dei quali si è classificato al 1° posto nella top 20 list mondiale stilata dalla rivista statunitense WIPIMD.

L'invenzione è stata attuata in collaborazione con BIOMAT srl - Ala (TN) https://www.biomat.it/special-products/

Indipendentemente dall'adozione del metodo brevettato da parte delle multinazionali produttrici di kit diagnostici, sento di aver compiuto il mio dovere professionale.

Sono arrivata all’invenzione separando la forma dalla funzione di quello che è il metodo immunoenzimatico utilizzato di routine, nel quale il pozzetto (analogo di una provetta, ma molto piccolo) ha la funzione di contenitore, ma anche quella di catturare una specifica molecola che, se presente nel campione, indica una determinata patologia.  Un’aliquota di campione viene versata nel pozzetto e deve poi essere aspirata e sostituita dai reagenti liquidi, ripetendo la cosa per vari passaggi, che infine svelano la presenza della molecola eventualmente presente. Per tale procedura sono necessarie strumentazioni (pipette, micropipette, sistema di lavaggio) e alte qualifiche professionali.

Con il pin-device (il bastoncino a punte ogivali brevettato) ho separato la funzione di cattura di molecole, che ho attribuito esclusivamente alle punte ogivali, dalla funzione di contenitore che è rimasta al pozzetto o alle provette. In questo modo la precedente procedura e le relative strumentazioni vengono sostituite da semplici movimenti manuali di tipo IN (immersione del pin-device in contenitori che contengono in sequenza il campione e i vari reagenti) e OUT (estrazione del pin-device dai contenitori). Le strumentazioni e il personale specializzato non sono necessari. L’invenzione ha aperto nuove porte: ognuna delle punte può essere dedicata alla cattura di una molecola differente, per eseguire in un solo test analisi multiple, addirittura per la ricerca simultanea di antigeni e di anticorpi, cosa che nessun altro metodo analitico può fare; si può analizzare un volume di campione maggiore rispetto a quello contenuto nel pozzetto, aumentando così la sensibilità analitica, ovvero la possibilità di catturare molecole altamente diluite nel campione stesso, che potrebbero non essere presenti nella piccolissima aliquota campionata e analizzata col metodo di routine.

L’invenzione, con la creazione del marchio PIN-DEVICE, ha poi dato la possibilità di innovare settori diversi da quello di appartenenza, risultando utilizzabile per la divulgazione scientifica e per generare effetti positivi sul territorio, in linea con la Terza Missione Universitaria, che da sempre affianco alla ricerca e alla didattica.

 

LUCIA PETRACCA

LE MIE RADICI

Mio padre, il dott. Domenico Petracca, ha istituito il reparto di Ortopedia dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, dirigendolo come Primario con forte impulso alla continua ricerca e alla creazione delle tecniche più innovative, divulgandole costantemente e formando personale qualificatissimo.

Mia madre, Lugia Marinelli, con la sua perizia artistica e il particolare carattere, mi ha fatto vivere nella leggerezza quasi magica e nell’arte, anche tramite la frequentazione di mio nonno Turi Marinelli, antiquario e artista noto per la sua esuberante vita, cultura e ideazione avanguardista, e di mia nonna Marta Pollaert e della mia bisnonna Luigia Marinelli, figure di riferimento femminile per me, che mi hanno trasmesso il rigore, ma anche l’essere fuori da ogni convenzione.

LE TRADIZIONI NORDICHE E MIA MADRE

Le luci soffuse, i suoni ovattati, i colori, lo charme, il bello austero, l’arte, il sogno, il romanticismo, la fiaba, la fantasia, il saper creare atmosfere magiche con niente, con “quello che c’è", l’ottimismo, la leggerezza, la caparbietà, l’eleganza innata senza orpelli, l’intuizione, il capire prima e meglio con il “sesto senso”, l’essere un po’ strega e un po’ fata, l’essere sempre “oltre”, il fatalismo, la pigrizia.

E QUELLE DEL SUD DEFILATO D’ ITALIA (IL MOLISE) E MIO PADRE

La natura aspra, la semplicità, l’allegria, il rumore, il tanto condiviso, l’accoglienza, la casa piena di gente, l’ironia, l’intelligenza, la concretezza, la bontà, il rigore, la cultura, il senso del dovere, l’organizzazione, la noncuranza per il denaro (ahimé), il dire pane al pane e il vino al vino, l’essere più che l’apparire, il bene ben distinto dal male, la presunzione, la dissacrazione, la forza, il massacrarsi di lavoro, la notte.

SI MESCOLANO E DA QUELLE EMOZIONI INFANTILI NASCONO I MIEI OGGETTI (E IN FONDO ANCH’IO)

Sono la mia natura e la mia tradizione che si rielaborano progettualmente attraverso la tecnologia e il lavoro manuale e creativo.

Il segno è ingenuo perché bambino essenziale, ma pronto ad accogliere tutto (i bimbi sono così, no?), leggero ma rigido, c’è ma appare poco.

Ci si deve avvicinare con gli occhi di “Alice” (quelli del sé bambino) che guardano ciò che già era dentro di noi.

GRAZIE MAMMA

GRAZIE PAPÀ

LA FILOSOFIA PROGETTUALE NEL DESIGN

L’ oggetto come incontro fra l’idea, la materia, la funzione, lo spazio che non è contenitore ma entità, fino ad arrivare all’essenza pura, alla naos, alla qualità intesa come sogno, memoria tramandata, rispetto del materiale, del tempo, della variabilità, della percezione.

Nascono così i miei oggetti.

Non snaturo mai la materia, ma rispetto la sua essenzialità; non la nascondo, ma ne faccio venire fuori tutte le caratteristiche, anche le più brutali.

Non orno e, se copro, è per scoprire.

Quando progetto mi chiedo: “Qual è l’essenza?” e semplifico, semplifico, semplifico, destrutturo e poi riassemblo secondo linee pure, linee guida che si contrappongono, che si attraggono e si respingono esaltandosi l’un l’altra.

Non mi piace l’ornamento, l’abbellimento fine a sé stesso (Le Corbusier, mon amour!).

L’assemblaggio deve essere semplice, visibile o capibile, senza maschere. Amo la complessità, odio la complicazione, il significante è un valore, il significato un orpello.

La perfezione non mi attrae, la certezza del finito mi deprime, il definitivo mi sgomenta, qualcosa deve essere lasciato al caso, all’altro.

L’oggetto deve poter essere toccato, usato, modificato, ma ne deve rimanere l’essenza.

Ogni oggetto deve poter essere riprodotto, ma al contempo deve essere unico, quindi trattato pezzo a pezzo manualmente. Non si deve svelare in toto, ma deve emozionare di volta in volta.

La certezza della forma deve essere messa in crisi dell’incertezza dell’uso.

 

RACCONTA IL DOTT. DOMENICO PETRACCA, PADRE DI LUCIA E ZIO DI ALESSANDRA

Lucia e Alessandra, cugine, sono accomunate dal dono della creatività che, come in una simbiosi mutualistica, hanno saputo fondere in un tutt’uno la rappresentazione visiva e materiale della loro creatività.

Esse condividono anche la frequentazione di luoghi e un background culturale e familiare in cui si fondono amenità della natura, scienza, innovazione tecnologica e arte.

I “luoghi” sono rappresentati dall’hinterland di Duronia, un paese dell’entroterra molisano, arroccato a più di 900 metri sul livello del mare, che offre il panorama più vasto del Molise, dando la possibilità di ammirare ad occhio nudo dall’alto della “Civita” (sede dell’antica città sannita) o dall’alto della rupe sede del castello del nuovo paese (‘ngappa a ru quastiello) ventotto Comuni: è una visione indimenticabile di campagne fiorenti o selvagge, di rocce asperrime o di piane verdeggianti, di monti nudi e di boschi frondosi che suscita nei cuori un fascino strano per la sua vastità e la varietà pittorica del suo insieme.

Ma Duronia, oltre alle attrazioni naturali, possiede un fascino intrinseco per l’importanza che ha avuto nella Storia, essendo stata l’ultimo baluardo sannita contro i Romani, inespugnabile com’era perché protetto da un lato dagli speroni rocciosi della “Civita” (chiamati morconi), che dalla valle si innalzano a perpendicolo per più di duecento metri, e dagli altri lati da una poderosa muraglia, detta “ciclopica” per il suo spessore e la grandezza dei massi che la compongono e di cui ancora sono visibili i resti lungo le pendici del colle chiamato “Civita”. Per inciso, la Duronia sannita fu espugnata e distrutta dal Console romano Lucio Papiro Cursore a causa del tradimento, nella tradizione popolare, di parte della popolazione che aprì le porte ai Romani rifugiandosi al di là del fiume Trigno, dove fondò il nucleo originario di Civitanova, in contrapposizione a Civitavecchia, nome di Duronia fino alla fine dell’ottocento.

In questo paese solevano passare le vacanze le cugine presso i nonni (materni di Alessandra, paterni di Lucia) subendo il fascino dell’incantevole paesaggio e l’impronta educativa specie del nonno, la cui personalità esercitava una forte attrazione non solo per l’umanità che profondeva nell’esercizio della professione di Medico Condotto e Ufficiale Sanitario del Comune, nel quale aveva anche realizzato il primo laboratorio ambulatoriale per analisi cliniche del Molise (precursore degli odierni Point of Care), ma anche per la fermezza del suo carattere e delle sue convinzioni: egli, infervorato da amor patrio quando “PATRIA” aveva un significato sacro, a soli diciassette anni, contro il volere dei suoi, si arruolò volontario nella Grande Guerra del ‘15-’18 e si fece assegnare al fronte di combattimento, conquistando sul campo il grado di Tenente Comandante di una compagnia di fucilieri con cui partecipò attivamente alla disfatta dell’esercito austro-ungarico, alla conquista di Trieste e alla liberazione di Fiume.

 

PIN-DEVICE

Lucia Petracca e Alessandra Mazzeo

Nel 2018, Alessandra Mazzeo e Lucia Petracca scoprono di avere identico metodo di progettazione: semplificazione e scomposizione portata fino all’essenza (less is more), che separa forma e funzione, potenziando quest’ultima senza compromettere la purezza della prima. Iniziano, quindi, la collaborazione per trasferire la forma brevettata (US7510687) nell’arte e nel design applicato a vari settori, compreso quello della gioielleria.

La sperimentazione dimostra che, sorprendentemente, la forma mantiene i requisiti di universalità - simbolica, evocativa e percettivamente immediata - e multifunzionalità: nelle opere d’arte esprime concetti di ampia valenza sociale, nel design esalta la centralità dell’individuo, fino a consentirgli di personalizzare gli oggetti.

Si avvia così un ermafroditismo rivoluzionario tra arte e scienza (“L’arte è o plagio o rivoluzione”, Paul Gauguin).

Nel 2018 PIN-DEVICE diventa un marchio registrato. 

 

SCULTURE DA MURO 

La tecnica usata - metallo in lastre tagliato a laser - è tipica della produzione pregressa della designer Lucia Petracca e si traduce in una tridimensionalità che, nelle opere d’arte, fa del quadro una scultura da muro, nella quale il segno PIN-DEVICE costituisce un elemento fortemente evocativo, simbolo dello sviluppo tecnologico (mai invasivo) e dell’innovazione intesa come forza propulsiva e rivoluzionaria. 

 

SCULTURE 

Rigorosamente create con taglio a laser di lastre metalliche, divengono tridimensionali attraverso combinazioni a incastro dei singoli componenti bidimensionali. Tra tali combinazioni, la give-and-take intersection è esclusiva del marchio PIN-DEVICE.

 

ARTforFINGERS 

È l'arte da portare al dito. La traslazione della scultura da muro in un “gioiello d’arte” consente di indossare l’opera d’arte, fruendone oltre lo spazio ove essa è esposta, creando continuum tra l’individuo e ilo spazio-tempo e - nel caso di opere celebrative - tra il presente e gli avvenimenti storici che lo hanno determinato. Gli anelli di questa linea giocano con materiali innovativi ripresi dal design e adattati alla gioielleria, mixando metalli preziosi, semipreziosi o non preziosi. La principale tecnica di lavorazione è il taglio a laser. 

 

VERTICALRING 

Linea innovativa per lo sviluppo in senso verticale degli anelli realizzati in metallo (argento, ferro, acciaio, acciaio a specchio, oro) tagliato a laser, abbinabili a complementi tagliati a laser di altro metallo o di plexiglas colorato, facilmente intercambiabili grazie all’assenza di giunzioni. VERTICALRING riproduce anche le sculture da muro in anelli di design. 

 

PIN-DEVICE JEWELS

L’anello e il bracciale PIN-DEVICE in oro 18K, selezionati ad ARTISTAR JEWELS 2019 e esposti a Palazzo Bovara a Milano nel febbraio 2019, mostrano un carattere deciso, immediatamente riconoscibile dalla forma del brevetto US7510687: l’algida geometria delle superfici metalliche bidimensionali tagliate a laser è esaltata dalla tridimensionalità delle diverse PIN che si stagliano ortogonalmente alle basi. L’intercambiabilità delle PIN - realizzate in oro e rubini incastonati a granetta lungo il profilo, in oro, in pietre semipreziose - dona flessibilità di assemblaggio ed effetto customized

 

  • ESPOSIZIONI E RICONOSCIMENTI

Lucia Petracca e Alessandra Mazzeo sono state selezionate e hanno esposto a:

ARTE PADOVA 2018

OLTRE VI Edizione, Galleria Wikiarte, Bologna (2019)

ARTISTAR JEWELS 2019 – Palazzo Bovara, Milano

CELEBRAZIONE DEL TRENTENNALE DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO - Palazzo San Giorgio, Municipio di Campobasso (2019)

CASTELLO SVEVO, Termoli (2019) 

CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO DELLA FONDAZIONE DEL BAUHAUS - VERTICALRING - Esposizione nell’ambito della rassegna multiforme sul noir “KISS ME DEADLY” prodotta dalla Fondazione Molise Cultura, Palazzo ex GIL, Campobasso (2019)

SYSTEMA ART EXPO 2019 presso SYSTEMA GALLERY, Osaka (JP), su invito del Maestro Katsu Ishida https://www.facebook.com/Systema-Gallery-470192866355406/

ARTISTAR JEWELS 2019 Fall Edition / MILANO JEWELRY WEEK 1st Edition - Palazzo Bovara, Milano 24 - 27 ottobre 2019 - Gli anelli EUROPA e OCEANIA della linea ARTforFINGERS sono stati selezionati dalla giuria e sono stati esposti nella prestigiosa location milanese Palazzo Bovara con le sculture da muro a cui sono ispirati. PIN-DEVICE, dopo aver ricevuto un attestato di selezione con motivazione per l'anello "EUROPA", in oro 18k e ferro tagliati a laser, nella AWARDING NIGHT del 25.10.2019 è stato insignito con SPECIAL MENTION. “LE OPERE SELEZIONATE DEL BRAND PIN-DEVICE NON ESAURISCONO LA LORO FUNZIONE SOLO NELLA DIMENSIONE ORNAMENTALE PERCHÉ CENTRALI SONO LA NARRAZIONE DI UNA STORIA, LA VEICOLAZIONE DI UN MESSAGGIO E DI UNA PRECISA IDEA CREATIVA. DIETRO QUESTO PROGETTO C’È UNO STUDIO E LA VOLONTÀ DI RICORDARE UN MOMENTO STORICO IMPORTANTISSIMO, CELEBRANDO IL TRENTENNALE DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO.”

 

  • SHARING

Il Corriere della Sera - primo quotidiano in Italia per diffusione - ha descritto i gioielli PIN-DEVICE tra i soli 7 citati dei 500 esposti a Palazzo Bovara e presentati da 140  artisti di provenienza mondiale, selezionati da oltre 400 domande di partecipazione al contest http://www.artistar.it/ckfinder/userfiles/files/Corrieredellasera.pdf

La rivista VOGUE VANITY FAIR ACCESSORY ha pubblicato i gioielli selezionati ed esposti nella manifestazione ARTISTAR JEWELS 2019

http://www.artistar.it/ckfinder/userfiles/files/Accessory%20Marzo.pdf

L’emittente TELEMOLISE ha dedicato un servizio alla mostra di opere e gioielli PIN-DEVICE ospitata al CASTELLO SVEVO di Termoli http://www.telemolise.com/view.php?idfilmato=80340445330072019084321&tipo=tg

L'emittente TELENORBA ha dedicato servizi televisivi ai gioielli PIN-DEVICE esposti ad ARTISTAR JEWELS 2019                               

http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=68332   

http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=66226

 

  • DETTAGLI

SCULTURE DA MURO

La serie CONTINENTI

EUROPA

(dirompere per progredire) - Smalti spray, ferro tagliato a laser

Nell’opera il segno PIN-DEVICE, usato come simbolo dell’innovazione tecnologica (ripreso dal brevetto industriale US7510687), fa da leva per l’abbattimento del Berliner Mauer, propedeutico all’unione dei popoli della società a maggiore sviluppo scientifico-tecnologico del pianeta, che costituiscono l’odierna UE. Non a caso è stato usato il ferro per rappresentare il Muro che fino alla fine della guerra fredda era considerato il simbolo della cortina di ferro, che divideva l’Europa filosovietica dall’Europa filoamericana.

 

OCEANIA

(preservare senza isolare) - Smalti spray, ferro e acciaio a specchio tagliati a laser

Nella scultura da muro il segno PIN-DEVICE allude, illuminandolo, al ponte virtuale della tecnologia e alla connessione globale attraverso il World Wide Web.

 

ASIA

(barriere ossidabili) - Smalti spray, ferro tagliato a laser

L'opera è una scultura da muro che esprime il superamento delle barriere storico-politiche che, pur rappresentando un enorme impulso allo sviluppo sociale, hanno prodotto isolamento. Attualmente si assiste al progressivo superamento delle vecchie barriere, soprattutto grazie allo sviluppo tecnologico e alle mutate condizioni economiche e sociali, che hanno consentito l'ingresso della People's Republic of China (emblema di altri Paesi asiatici) nel novero delle economie più sviluppate al mondo.

 

AMERICA

(il lussureggiamento dell’ibrido) - Smalti spray, ferro tagliato a laser

L’ eterosi, così come in biologia potenzia la specie, anche socialmente e culturalmente rende possibile un avanzamento virtuoso. Il PIN-DEVICE rimanda alla musica, nata dalla confluenza di popolazioni differenti che hanno creduto nel "sogno americano" di realizzare un paese ricco di possibilità per tutti e che nella musica hanno trovato un forte punto di aggregazione. Anche se il sogno non si è equamente concretizzato, gli USA si sono di fatto affermati come superpotenza mondiale, persino capace di salvare l'Europa dalla spirale della follia nazista (nell’opera si possono trovare riferimenti all’attacco aereo statunitense con il lancio dei paracadutisti del D-Day, ma anche al GROUND ZERO di New York e le torri abbattute nel giorno che rappresenta l'attentato più devastante al cuore del sistema americano).

 

AFRICA

(innovazione nel rispetto) - Smalti spray, Acciaio brite e ferro tagliati a laser

Il continente è oggi al centro dell’interesse dei Paesi a maggiore sviluppo economico, che – soprattutto grazie alle azioni avviate durante EXPO MILANO 2015 – sono impegnati nel trasferimento di tecnologie di coltivazione, allevamento, tutela della salute e riciclo di materiali con l’intento di “portare” le popolazioni autoctone a un buon livello di autosufficienza e sviluppo. La scultura da muro è un invito ad attuare tale trasferimento di nuove tecnologie curandone il necessario adattamento alle peculiarità delle popolazioni (il segno, simbolo dell’innovazione tecnologica, si mimetizza con la lancia tradizionalmente usata nella caccia della fauna autoctona), con il massimo rispetto delle tradizioni, dei costumi e dell’ambiente. 

                                             

Le altre sculture da muro

VAX! Smalti spray, acciaio a specchio tagliato a laser

La scultura da muro evoca l’irretimento nell’ignoranza e nel controllo sociale che si insidia nell’uso improprio del World Wide Web, mentre la tecnologia correttamente utilizzata e l’informazione scientifica sono la chiave che dona libertà di giudizio consapevole. Con essa si intende stimolare un razionale ed edotto approccio alla vaccinazione per la tutela della salute umana.

 

RED BLUE YELLOW 

(scomporre riassemblare diffondere) - Smalti spray, acciaio brite tagliato a laser

La scultura da muro celebra il centenario della fondazione del Bauhaus, riprendendone la purezza stilistica.

 

MY WAY- Smalti spray, acciaio a specchio tagliato a laser

Fusione tra simbolismo orientale e occidentale... e il segno va oltre.                                               

SCULTURE

ERMETE&AFRODITE

(nel dare il ricevere) - Ferro tagliato a laser, smaltato

Il connubio che unisce Lucia Petracca e Alessandra Mazzeo nell’esperienza artistica è perfettamente espresso nella scultura ERMETE&AFRODITE (nel dare il ricevere), nella quale i due elementi sono uniti dalla peculiare “give and take intersection” ottenibile con le pin brevettate: se una dà, l’altra, nel ricevere, non può fare a meno di dare; ad ogni spunto o ispirazione dell’una corrisponde il recepimento da parte dell’altra che è subito seguito da un nuovo spunto e una nuova ispirazione che viene data alla prima, in un gioco che le porta ad essere creative, innovative e sensibili, tanto da contestualizzare molte delle opere d’arte nella contemporaneità ed arrivare ad un ermafroditismo rivoluzionario tra arte e scienza.

 

THE EGG PLANET - Acciaio a specchio tagliato a laser

L'opera rappresenta la donna che è procreazione (uovo), è creatività, è capacità di trovare soluzioni anche nel quotidiano, è attitudine ad innovare e a percepire immediatamente l'innovazione, mettendola in pratica e divulgandola. La donna, quindi, è un pianeta che - attraverso il suo asse rappresentato dal PIN-DEVICE - riesce sempre e comunque a trovare l’equilibrio, non solo riadattandosi all’altro da sé, ma inglobandolo nella sua area gravitazionale.

                                                

DESIGN

PIN-CHAIR - Ferro tagliato a laser, legno traforato

Gli elementi caratteristici di una sedia (seduta, schienale, gambe/piedi) sono separati, riassemblati ad incastro e potenziati donando nuove funzioni:

- gli schienali si sfilano dalla seduta con possibilità d'essere impilati e appesi alla parete, diventando anche sculture da muro;

- le sedute senza schienale possono diventare sgabelli o tavolini;

- lo schienale infilato nella seduta si arricchisce di nuove funzioni: appendiabito, ancoraggio per guinzaglio di animali, aggancio per borsa.