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Curriculum - Prof. Vincenzo COSTA

Curriculum

 

CURRICULUM

DI

VINCENZO COSTA

 

 


 

 

1. Dati anagrafici                                                                                                             p. 3

2. Dati riassuntivi generali                                                                                             p. 4

3. Attività scientifica

3.1 Tesi di laurea                                                                                         p. 5

3.2 Borsa di specializzazione all’estero                                                       p. 5

3.3 Dottorato di ricerca in filosofia                                                               p. 6

3.4 Ricercatore di Storia della Filosofia                                                       p. 8

3.5 Professore associato di Filosofia teoretica                                            p. 9

4. Attività didattica

4.1 Insegnamento nei Licei (1995-2001)                                                   p. 12

4.2 Insegnamenti ricoperti in qualità di ricercatore nel settore

M-FIl/06 (Storia della filosofia) (2001-2005)                                              p. 12

4.3 Insegnamenti ricoperti in qualità di Prof. di secondo fascia

nel settore M-FIL/01 (Filosofia teoretica (2005-2013)                                p. 13

5. Elenco pubblicazioni completo

5.1 Monografie                                                                                           p. 15

5.2 Saggi in lingua straniera                                                                      p. 16

5.3 Traduzioni e curatele                                                                           p. 17

5.4. Saggi in lingua italiana                                                                        p. 18

5.5 Recensioni                                                                                           p. 22

 

 

 

 


 

1. DATI ANAGRAFICI

 

 

 

 

NOME, COGNOME: Vincenzo Costa

DATA DI NASCITA: 7 giugno 1964

LUOGO DI NASCITA: San Cono (Catania)

STATO CIVILE: Coniugato

RESIDENZA: Via Galdino da Varese, 16

21100 – Varese

vincenzo.costa@unimol.it

cell. 320-9661141

Posizione accademica: Prof. Ass. di Filosofia teoretica

presso l’Università del Molise

 


 

2. DATI RIASSUNTIVI GENERALI

 

 

 

·      Laurea in Filosofia presso l’Università Statale di Milano con il voto finale di 110/110 e lode (1989).

·      Borsa di Specializzazione all’estero dell’Università Statale di Milano. Sede all’estero: Archivio-Husserl dell’Università Cattolica di Lovanio (1991-1992).

·      Dottorato in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano (1992-1996);

·      Insegnamento nelle scuole secondarie (1995-2001)

·      Ricercatore di storia della filosofia (M-FIL/06) preso l’Università Cattolica di Milano (Sede di Piacenza, 2001-2005);

·      Professore associato di Filosofia teoretica presso l’Università del Molise (2005-2013);

·      Conseguimento idoneità di prof. di prima fascia per il settore “Filosofia teoretica” (M-FIL/01) presso l’Università Statale di Milano (2010)

 


 

3. ATTIVITA’ SCIENTIFICA

 

 

 

3.1 Tesi di Laurea

 

Ho conseguito la laurea in Filosofia il 20 novembre 1989 presso l'Università Statale degli Studi di Milano con il voto di 110/110 e lode, discutendo una tesi dal titolo La teoria della riduzione fenomenologica nella filosofia di Edmund Husserl, redatta sotto la guida del Prof. Giovanni Piana. In questo lavoro ho cercato di mettere in luce come la riduzione all'immanenza sia presente nel pensiero di Husserl sin dalle Ricerche logichee quali necessità interne allo sviluppo del suo pensiero, relative soprattutto alla tematica della temporalità, lo conducono a introdurre la riduzione fenomenologica in senso stretto.

 

 

3.2 Borsa di specializzazione all’estero

 

Ho potuto sviluppare gli interessi di ricerca maturati nel corso della redazione della tesi di laurea grazie a una Borsa di specializzazione per l'estero conferitami dall'Università Statale degli Studi di Milano. Mi è stato così possibile un soggiorno di studio di un anno presso l'Archivio-Husserl di Lovanio (Istituto superiore di Filosofia - Katholieke Universiteit Leuven - Belgio). Durante questo periodo ho potuto consultare molti dei manoscritti husserliani non ancora pubblicati, nonché approfondire la conoscenza di quel ricco retroterra culturale e filosofico da cui la fenomenologia di Husserl ha preso le mosse, e cioè la filosofia tedesca di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento, e quindi autori come Franz Brentano, Carl Stumpf, Anton Marty, Ernst Mach, Richard Avenarius, Paul Stern, Ferdinand Schmidt, Ernst Friedrich Apelt, il neokantismo.

Ho inoltre potuto partecipare ai seminari internazionali guidati dal Prof. Ullrich Melle e del Prof. Rudolf Bernet. Grazie alla loro guida ho potuto rendermi conto dello stile e delle caratteristiche che sono proprie del lavoro di edizione dei testi husserliani inediti, così come dei problemi e degli inevitabili rischi che un tale lavoro comporta, e ho potuto confrontarmi, nei suddetti seminari, con ambiti di ricerca assai diversi, sviluppando relazioni scientificamente significative con altri studiosi del pensiero husserliano.

Nel corso di questo soggiorno ho portato a termine la traduzione di Analysen zur passiven Synthesisdi Edmund Husserl, pubblicato in italiano nel 1992 con il titolo Lezioni sulla sintesi passiva, e allargato il mio ambito di ricerca alla fenomenologia francese, interessandomi in particolare dell'opera di Jacques Derrida di cui ho tradotto Il problema della genesi nella filosofia di Husserl, pubblicato anch’esso nel 1992 ed accompagnato da un ampio saggio introduttivo (La fenomenologia della contaminazione) in cui ho cercato di mettere a fuoco alcuni nuclei che collegano la fenomenologia di Husserl alla filosofia di Derrida, tentando una lettura genetica dell'opera di quest'ultimo, e sostenendo l’idea secondo cui Derrida prende le mosse dalla riflessione husserliana, soprattutto di quella relativa ai rapporti tra ragione storica e ragione pura, sviluppando soprattutto la nozione stessa di differanceattraverso un ripensamento della struttura fenomenologica della temporalità.

Ho inoltre, nello stesso anno, pubblicato un saggio relativo al problema della temporalità in Agostino e Husserl (Esperienza e fenomenologia del tempo: Agostino e Husserl) in cui si cerca di mostrare come il richiamarsi di Husserl ad Agostino non sia qualcosa di estrinseco, poiché esistono effettive e significative convergenze tra i due filosofi. In particolare, si tenta di mostrare come la nozione di temporalità in Agostino e Husserl metta in discussione le consuete nozioni filosofiche di passività e attività.

 

 

3.3 Dottorato di ricerca in filosofia

 

Ho poi superato un concorso di ammissione al Dottorato di ricerca in Filosofia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che mi ha permesso di prolungare ancora la mia permanenza a Lovanio, di approfondire l'evoluzione del problema della riduzione fenomenologica e di portare così a termine, anche grazie ad un attivo confronto con il Prof. Bernet e il Prof. Klaus Held di Wuppertal, un lavoro pubblicato nel 1994 (Lo sviluppo della riduzione fenomenologica: dalla" Filosofia dell'aritmetica" a "Ideen"). Questo lungo saggio di 70 pp. è dedicato a un'analisi storiografica dello sviluppo della riduzione fenomenologica nella filosofia di Husserl e cerca di mostrare come questi passi da un’iniziale idea di evidenza caratterizzata dalla puntualità e priva di gradi a un'idea di evidenza all'interno della quale quel certo margine di oscurità costituito dagli orizzonti di coscienza non solo viene tollerato, ma è necessariamente richiesto. In particolare, si cerca di mostrare come l'assunzione di una prospettiva trascendentale abbia la sua radice teoretica nell'allargamento della sfera dell'indagine fenomenologica dalla sfera degli atti intenzionali a quella degli oggetti intenzionali, e quindi nella comparsa della nozione di noema.

Nello stesso periodo ho approfondito i manoscritti husserliani relativi al problema dello spazio e alla costituzione originaria, in particolare l'intero gruppo D e i corsi dedicati ai temi della percezione e dell'estetica trascendentale.

Le relazioni scientifiche avviate durante il periodo di Lovanio mi hanno poi portato a contribuire a un volume collettaneo apparso in danese, cui hanno contribuito tra gli altri Rudolf Bernet, Klaus Held, Dan Zahavi, Dieter Lohmar. In questo saggio (Husserl og Derrida - Problemet om Ursyntesen), che è stato originariamente scritto in tedesco e successivamente tradotto in danese, si cerca di mostrare che la filosofia di Husserl non può affatto essere ridotta ad una filosofia della presenza, poiché nella temporalizzazione originaria la non presenza si vede riconosciuto un valore costitutivo pari alla presenza, cosicché è necessario abbandonare l’idea di una genesi pura e di un inizio non contaminato. La struttura stessa della ragione che emerge dalla prospettiva di Husserl diviene dunque quella di un movimento. Nello stesso tempo si suggerisce che la filosofia di Derrida non può essere ridotta ad una filosofia dell'assenza, della dispersione del senso e del nichilismo.

Su invito di alcuni studiosi del mondo scandinavo, e in particolare di Dan Zahavi dell'università di Copenaghen, ho inoltre tenuto (1995) due conferenze in Svezia dedicate alla questione della temporalità in Husserl e alla questione dell'identità europea nel pensiero di Hegel, Husserl e Heidegger.

Ho poi continuato a coltivare il mio interesse per l'opera di Derrida traducendo la seconda parte di Mémoire. Pour Paul de Man(1995) e ho approfondito il rapporto tra analisi trascendentale e prospettiva teleologica in Genesi e destinazione(1996) dove cerco di fare emergere come la prospettiva fenomenologica, a differenza di quella idealistica di Fichte, miri a sfuggire al binomio sviluppo empirico, casuale e senza senso da una parte e sviluppo teleologico, e sviluppo teleologico determinato a priori dall'altro.

Durante gli anni di dottorato, parallelamente alla stesura della tesi, ho portato a termine la traduzione di alcuni importanti testi husserliani sullo spazio, apparsi in italiano con il titolo Libro dello spazio(1996). Questa traduzione è stata corredata da note e da un ampio saggio introduttivo (Introduzione alla fenomenologia dello spazio in Husserl) in cui si cerca di mostrare in che senso, nella fenomenologia di Husserl, le idealizzazioni scientifiche e i costrutti ideali della geometria hanno il loro fondamento nel terreno dell'esperienza sensibile, senza tuttavia poter essere ridotte, nella loro idealità, a questa. Nello stesso tempo si intende mostrare come la costituzione dello spazio omogeneo ed isotropo avvenga prima di ogni elaborazione concettuale.

I miei interesse verso la filosofia francese e il pensiero di Derrida hanno trovato una prima compiuta sistemazione nel volumeLa generazione della forma. La fenomenologia e il problema della genesi in Husserl e in Derrida(1996). Si ripercorre brevemente la parabola della filosofia francese in relazione soprattutto all’emergere della contestazione dello strutturalismo e si cerca poi, a partire di qui, di interrogare la relazione che lega Derrida alla fenomenologia trascendentale di Husserl. Dopo avere mostrato come vi sia, nonostante un indubbio atteggiamento decostruttivo, una certa duplicità nella lettura derridiana della fenomenologia trascendentale, il nucleo che lega Derrida alla fenomenologia viene individuato nella nozione di genesi trascendentale, e quindi di sintesi originaria. Ogni inizio assumerebbe senso e valore solo a partire dal divenuto, ed è solo a partire da quest'ultimo che può essere preso di mira e ricostruito. In questo modo, l'intenzionalità si mostra nelle sue radici passive e, anziché essere un atto del soggetto, appare come una tendenza che lo costituisce. Il soggetto si trova all'interno di un senso che lo precede e lo genera. Posto che, dal punto di vista della costituzione trascendentale, non vi sono forme pre-esistenti né significati trascendentali che precedono il movimento della temporalizzazione, della dif-ferenza o, in altri termini, la loro genesi, si tratta sempre di vedere,come dall'informe possa formarsi la forma, e come questa generazione non abbia semplicemente un valore empirico-fattuale che liquiderebbe qualsiasi istanza filosofica, ma appunto un valore trascendentale e costitutivo.

Ho approfondito inoltre la questione del segno e del linguaggio nella filosofia di Husserl e nella filosofia francese (Merleau-Ponty e Ricoeur) e da ciò è nato il saggio Idealità del segno e intenzione nella filosofia del linguaggio di Husserl(1996), dove si cerca da un lato di mostrare come l'idealità del significato emerga attraverso il carattere iterativo del segno e dall’altro di cogliere il movimento unitario che presiede alla costituzione tanto del segno quanto del significato.

Ho inoltre sviluppato le ricerche sulla filosofia tedesca di fine Ottocento concentrando la mia attenzione sulla figura di Carl Stumpf, nella cui opera, più che in quella di Brentano, vengono rintracciati alcuni peculiari motivi della fenomenologia husserliana, in particolare quello di contenuto non indipendente e di apriori materiale. Questo lavoro è confluito nel saggio Alle origini della fenomenologia: Husserl e Stumpf sul problema dello spazio(1996).

Il 19 novembre 1996 ho ottenuto il titolo di Dottore di ricerca in Filosofia discutendo una tesi dal titolo La costituzione originaria nella filosofia di Edmund Husserl, redatta sotto la guida del Prof. Michele Lenoci. In essa si cerca di ricostruire il senso e le caratteristiche della nozione di costituzione originaria, il suo posto nell'architettura complessiva della fenomenologia trascendentale e il significato che essa assume, in quanto autorizza ad intendere la fenomenologia come un realismo non ingenuo che intende mostrare come e con quale legittimità il reale si costituisca attraverso l’apparire.

Dopo il dottorato ho insegnato per alcuni anni Storia e filosofia nelle scuole medie superiori di secondo grado. Oltre all’attività di insegnamento ho approfondito i miei studi relativi alla fenomenologia, alla filosofia tedesca e a quella francese. Nel saggio Volerne sapere. Intenzionalità e produzione del significato(1997) ho ripercorso e discusso le varie interpretazioni che de La voce e il fenomenodi Derrida sono state avanzate nell'ultimo trentennio e, dopo una loro analisi critica, ho cercato di delineare in positivo una possibile direzione interpretativa alternativa.

Tutti questi studi mi hanno poi portato a tematizzare in maniera specifica la questione del trascendentale nella fenomenologia di Husserl, la cui interpretazione ho cercato di sviluppare in Transcendental Aesthetic and the Problem of Transcendentality (1998) in cui si cerca di mostrare che trascendentale è quella soggettività cui il mondo può essere dato soltanto per adombramenti, e che può dunque cogliere il senso del mondo soltanto "trascendendo se stessa". Ciò però significa che la soggettività trascendentale è una soggettività finita e che a renderla tale è la dipendenza dalla sensibilità.

Parallelamente ho cercato, in Intuizione e idealizzazione. Aspetti della concezione fenomenologica della scienza(1998), di mettere a confronto la concezione fenomenologica della scienza con quella che emerge dall’opera di Gaston Bachelard, e dunque di avviare una riflessione tra esperienza e costruzione concettuale nelle scienze.

Il mio percorso all’interno della fenomenologia husserliana ha trovato una prima sistemazione nel volume L’estetica trascendentale fenomenologica. Sensibilità e razionalità nella filosofia di Edmund Husserl(1999) dove si cerca di mostrare il valore fondante dell’estetica trascendentale all'interno del complessivo progetto husserliano. Nella razionalità interna allo strutturarsi dei contenuti sensibili viene cercata la giustificazione per prese di posizione filosoficamente più impegnative e, a partire dal primato della sensibilità, viene interpretata la nozione stessa di soggettività trascendentale. Lungo questo percorso emergono come concetti fondamentali della fenomenologia trascendentale quelli di "associazione trascendentale", di "sintesi passiva", di "affezione" e di "attività cinestetica". A partire da questi concetti viene reinterpretata la nozione di "sensibilità", anche rispetto ad alcune proposte che pure emergono in opere husserliane come le Ricerche logichee IdeeI. L’idea che ne consegue è quella di una capacità di autostrutturazione dei dati dell’esperienza, che giungono sulla scena della presenza mostrando già una loro forma indipendente dallo schema concettuale

Le tematiche relative alle strutture della coscienza mi hanno anche indotto ad avviare un confronto tra la fenomenologia e la psicoanalisi, dunque con la questione dell'inconscio. Ho sviluppato questo tema in Hemmung e teoria dell'esperienza(1999). In questo lavoro, attraverso l’opera manoscritta di Husserl, si fa emergere in che modo il padre della fenomenologia intendeva la nozione di inconscio, e si documenta che Husserl aveva avuto notizia della psicanalisi freudiana e aveva avviato una riflessione su di essa.

Su incarico della casa editrice Einaudi ho portato a termine (nel 2002) la traduzione del volume primo di Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologicae la revisione del secondo e del terzo volume di Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica, che hanno sostituito le precedenti versioni. La nuova traduzione del primo volume di Ideecontiene una mia lunga postfazione in cui si ripercorrono le tappe che portano Husserl dalla psicologia descrittiva delle Ricerche logichea Idee, e in cui vengono ricostruite le riflessioni autocritiche di Husserl nei confronti dell’opera del 1900. All’inizio è presente un saggio in cui si ripercorre la storia editoriale del primo libro di Idee.

Nel 2002 è uscito presso Einaudi il volume La fenomenologiain cui, insieme a Paolo Spinicci e Elio Franzini, cerco di delineare una concezione complessiva della fenomenologia, che tenga conto delle origini del movimento fenomenologico, poi dell’opera di Husserl, ed infine di quella che, nel volume, viene chiamata la galassia fenomenologica. Nelle parti da me redatte ho cercato di mostrare in che senso la nozione di esperienzavenga ripresa all’interno del pensiero di Husserl e come questo richieda la necessità di una analisi genetica che mostri l’origine dei conferimenti di senso. Ho poi sviluppato la problematica relativa al nesso tra etica e storiain Husserl e alcune questioni che sembrano sulle prime inaccessibili all’analisi fenomenologica. In particolare ho cercato di mostrare in che senso venga ripresa nell’impostazione fenomenologica la questione dell’’inconscioe dell’animalità. Ho poi tentato di ricostruire alcune tematiche decisive del movimento fenomenologico come quella della nozione di realtà, prendendo in considerazione le posizioni di Scheler e Hartmann, quella di storia, mostrando quale sviluppo essa subisca all’interno della tradizione italiana e in particolare in Antonio Banfi ed Enzo Paci, e la nozione di mondo, prendendo in considerazione soprattutto l’opera di Jan Patočka. Ho poi discusso le relazioni e le differenze tra la fenomenologia di Husserl e quella di Heidegger, gli sviluppi di Derrida e, nell’ultimo capitolo, ho tentato di delineare le possibili linee di discussioni, ma anche di confronto critico, tra fenomenologia e filosofia analitica, in particolare nei confronti dell’opera di Frege, Ryle, Dummett e Tugendhat.

 

 

3.4 Ricercatore di Storia della filosofia

 

Divenuto ricercatore nel 2001 ho intrapreso un’ampia attività didattica, insegnando Storia della filosofia contemporanea e Filosofia teoretica. In questo periodo ho approfondito in primo luogo la fenomenologia di Heidegger e i rapporti tra fenomenologia e neokantismo.

Nel 2003 ho poi pubblicato un volume dedicato alla filosofia di Heidegger, dal titolo La verità del mondo. Significato e teoria del giudizio in Heidegger in cui il pensiero di Heidegger viene messo a confronto con il neokantismo e la fenomenologia di Husserl. In particolare, cerco di mostrare come Heidegger, dopo avere preso le mosse da un’impostazione realista (per esempio quella di Kuelpe), si orienti nel senso della filosofia critica di Rickert, che però viene sin dall’inizio assunta da Heidegger avendo presente la problematica aperta da Emil Lask, il quale spingeva in direzione di un aristotelismo trascendentale. Su questa base ho cercato di mostrare in che senso la fenomenologia di Husserl permettesse a Heidegger di andare oltre la teoria dei due mondi che si era imposta a partire da Lotze. Nelle sezioni seconda e terza ho poi cercato di fare emergere in che senso la filosofia di Heidegger analizzi la genesi del significato e del giudizio e si configuri come una fenomenologia dei processi di esperienza che dal terreno antepredicativo conducono a quello del giudizio, e come questo implichi una modificazione ma non un abbandono della filosofia trascendentale, poiché il luogo del trascendentale non è più la soggettività ma il mondo.

Nel volume Esperire e parlare. Interpretazione di Heidegger, pubblicato nel 2006, tento un’interpretazione complessiva del pensiero di Heidegger. In esso, attraverso un confronto tra Heidegger e l’antropologia filosofica (in particolare Scheler) viene sviluppato il tema della differenza antropologica, e dunque l’idea secondo cui la differenza tra l’uomo e l’animale non è una differenza di grado, ma di struttura. L’essere umano è un essere aperto alla totalità dei significati, di cui ha una comprensione, al tempo (al futuro) e agli altri, e questo modifica interamente la sua componente naturale, poiché per questo essere nell’agire ne va di se stesso. Da questa comprensione del significato, che viene inteso come comprensione della possibilità d’azione rappresentata dalla cosa che appare, si prendono le mosse per analizzare la struttura della comunicazione linguistica, della traduzione tra lingue e culture diverse. Inoltre, si avvia un confronto con varie teorie che vedono il linguaggio come uno schema concettuale che struttura la nostra esperienza (in particolare Cassirer), e in opposizione ad esse ed all’idea di olismo concettuale si fa emergere che Heidegger propende per un olismo dell’esperienza.

 

 

3.5 Professore associato di Filosofia teoretica

 

Nel 2005 sono stato chiamato come Prof. associato di filosofia teoretica presso l’Università del Molise, dove ho insegnato, oltre a filosofia teoretica, Storia della filosofia, Estetica, Teorie dei linguaggi, Filosofia della mente ed Ermeneutica della comunicazione.

Nel 2007 ho pubblicato Il cerchio e l’ellisse. Husserl e il darsi delle cose, in cui si tenta un’interpretazione della filosofia di Husserl attraverso un confronto critico con la psicologia e la filosofia dell’epoca (Ebbinghaus, Hering, Rickert), e in particolare si fa emergere la dipendenza di Husserl da un suo allievo (Heinrich Hoffmann) che, sotto la sua direzione, aveva scritto una tesi di dottorato sul concetto di sensazione. Su di essa Husserl scriverà circa cento pagine di manoscritti. In questo contesto, viene affrontato il soggettivismo moderno e sviluppato il tema della ripresa del principio di manifestatività, il ritorno all’esperienza in tutta la sua ampiezza, e dunque l’idea secondo cui se il reale si costituisce in un’esperienza questo non significa che la coscienza lo costruisca, ma, più semplicemente, che essa è il luogo dell’accogliere, in cui il reale si annuncia. Si avvia così un confronto critico con le posizioni Descartes, facendo emergere un’idea di fenomenologia non solo irriducibile al cartesianesimo, ma anche alternativa ad esso. In particolare, attraverso la critica di Husserl a Brentano, si fa emergere come le sensazioni non siano eventi che accadono dentro la coscienza, ma manifestazioni della cosa stessa, o meglio, la cosa vista da una certa orientazione spaziale. La trascendenza della cosa non allude dunque a un noumeno, ma al carattere processuale dell’esperienza, poiché la cosa si mostra attraverso sintesi temporali e associative. In questo modo, la fenomenologia sviluppa un’idea di recettività differente da quella che si trova nel kantismo e nel neokantismo. Dal punto di vista di Husserl, nella recettività le cose si costituiscono prima del volgimento attivo dell’io. In questo modo si avvia un confronto critico tra l’idea di verità heideggeriana e quella husserliana, in quanto per Husserl l’idea di verità non è riducibile al mondo entro cui appare. Essa si mostra come un’idea teleologica in senso kantiano, che eccede la finitezza dei mondi storici. A partire di qui viene reinterpretata la disputa e la rottura tra Husserl e Heidegger. Se per Heidegger la ragione è finita, costretta all’interno di apertura epocali e storiche, per Husserl l’attività della ragione si muove nel dislivello tra il nostro sapere e la verità, e si configura quindi come un movimento di trascendenza che mette continuamente in discussione la struttura dei mondi storici e dei saperi costituiti.

Nel 2008 è stato pubblicato Die Erfahrung des Anderen. Phänomenologie, Behaviorismus und Spiegelneuronen, in Husserl-Studies. In questo saggio, si prendono le mosse dall’interpretazione secondo cui la scoperta dei neuroni specchio rappresenterebbe la verifica empirica della teoria husserliana dell’empatia e si cerca di mostrare che quella di Husserl è invece un’analisi fenomenologico-trascendentale. Attraverso un’analisi storiografica del tema dell’empatia in differenti momenti del pensiero di Husserl si fa emergere che in Husserl l’empatia non consiste nel provare ciò che prova l’altro, e che essa rappresenta, al contrario, una teoria della separazione, e dunque delal relazione. In particolare, si attira l’attenzione sul confronto che Husserl sviluppa con il comportamentismo, e il differente approccio che egli propone.

Nel 2009 è stato pubblicato Husserl, un volume in cui, attraverso un uso costante dell’intero corpus pubblicato e di molti manoscritti ancora inediti, si tenta una ricostruizione sistematica dell’intero pensiero husserliano, dalla teoria della percezione alla metafisica e alla comprensione che Husserl sviluppa della questione della teologia razionale, dall’idea di verità all’ontologia della natura e dello spirito, per giungere alle questioni dell’etica, della storia e della metafisica che Husserl tende a sviluppare soprattutto negli ultimi anni della sua vita.

Sempre nel 2009 è stato pubblicato I modi del sentire. Un percorso nella tradizione fenomenologica. In esso si analizza la peculiare nozione di mondo che emerge in Jan Patočka e le ragioni che lo portano a prendere le distanze da Husserl e Heidegger, poi la questione dell’animalità, così come viene trattata da Husserl, da Scheler, da Heidegger e da Patočka. Su questa base si sviluppa il tema fenomenologico dell’esperienza della corporeità, nel suo attraverso la filosofia di Husserl, di Merleau-Ponty e di Michel Henry. In seguito, si ripercorre l’analisi del tema dell’empatia, a partire da Theodor Lipps, che viene criticato da Scheler, Stein e Husserl, e in che modo si sviluppa il tema dell’empatia nella fenomenologia, sino alla filosofia “patica” di Henry. Infine, nel quinto capitolo, si analizza la discussione di fine Ottocento e inizio Novecento sulle emozioni, in particolare RIbot, la teoria Lange-James, la critica a cui Stumpf sottopone queste teorie e la polemica con Titchener, e infine gli sviluppo del tema della Stimmung in Husserl e Stumpf.

Nel 2011 è stato pubblicato un volume (Distanti da sé. Verso una fenomenologia della volontà) in cui si cerca di fare emergere come è stata impostata la questione della volontà a partire dal dibattito che si sviluppa, nei primi del Novecento, tra fenomenologia husserliana, neokantismo (in particolare Hermann Cohen, a cui ho dedicato un saggio a parte, e Paul Natorp), Heidegger, Scheler e la successiva tradizione fenomenologica, e in che senso la tradizione neokantiana e fenomenologica cerca di sfuggire all’alternativa determinismo-compatibilismo.

Sempre nel 2011 è stato pubblicato il volume Alteritàche ripercorre le principali tappe e i principali snodi in cui il tema dell’alterità appare nella discussione filosofica occidentale e all’interno della discussione culturale in generale, e dunque nell’antropologica culturale, nel pensiero della differenza sessuale. Nei primi capitoli si ripercorre il senso della tematizzazione della nozione di alterità a partire dal distacco della filosofia dal mito, il suo sviluppo nell’opera di Platone e Aristotele, e poi in Plotino e nella filosofia medioevale, in Cusano, Leibniz e Spinoza, sino a Lévinas, a Rudolf Otto, a Barth e Adorno, Nel secondo si insegue questo tema nel suo confondersi, nel Novecento, con il tema della differenza, in particolare in Hegel, nel neokantismo, in Heidegger, in Derrida e in Deleuze. Negli altri capitoli si presentano le posizioni in tema di alterità all’interno della filosofia della mente, all’interno della filosofia analitica, delle neuroscienze cognitive. Infine ci si sofferma sugli aspetti “politici” del tema dell’altro, a partire dalla dialettica servo-padrone al suo sviluppo in Marx, alla questione amico-nemico in Schmitt, alla questione del desiderio dell’altro in Lacan sino alla nozione politica di amicizia e alla questione ermeneutica della comprensione dell’altro.

Nel 2012 è apparso in francese, nella rivista Les Études Philosophiques, un articolo dal titolo La méthode phénoménologiques: différences de structure et explication intentionelle, nel quale si propone una lettura del senso della fenomenalità nella filosofia di Husserl e si interpretano i testi di Husserl come un’indicazione che caratterizza il metodo fenomenologico nel senso di un’analisi esplicativa degli orizzonti intenzionali che consentono l’apparire in quanto tale.

Attualmente è in corso di stampa un volume su Giustizia, responsabilità e legge. Un percorso fenomenologica nella filosofia moderna e contemporanea, che indaga le trasformazioni che questi temi hanno subito nella filosofia moderna e contemporanea, e in particolare indaga i rapporti che le filosofie di Derrida e di Lévinas intrattengono con il pensiero di Kant e con il neokantismo.

 


 

4. ATTIVITA’  DIDATTICA

 

 

 

4.1 Insegnamento nei licei (1995-1996)

 

 

A.S. 1995-96 Insegnamento di storia e filosofia presso il liceo scientifico E. Fermi di Arona (NO)

A.S. 1996-97Insegnamento di storia e filosofia presso il liceo scientifico E. Fermi di Arona (NO)

A.S. 1997-98 Insegnamento di storia e filosofia presso il liceo scientifico E. Fermi di Arona (NO)

A.S. 1999-2000 Insegnamento di storia e filosofia presso il liceo scientifico E. Fermi di Arona (NO)

A:S. 2000- gennaio 2001 Insegnamento di storia e filosofia presso il liceo scientifico E. Fermi di Arona (NO)

 

 

 

4.2. Insegnamenti ricoperti in qualità di RICERCATORE nel settore M-FIL/06 (Storia della Filosofia) (2001-2005)

 

 

 

§      A.A. 2000/2001

  • Storia della filosofia contemporanea – Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).

§      A.A. 2001/2002

  • Storia della filosofia contemporanea - Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).

§      A.A. 2002/2003

  • Filosofia teoretica – Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).
  • Storia della filosofia contemporanea - Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).

§      A.A. 2003/2004

  • Filosofia teoretica – Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).
  • Fondamenti storico-epistemologici del discorso filosofico – Affidamento  – Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario (Università Cattolica di Milano);
  • Storia della filosofia contemporanea– Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).

§      A.A. 2004/2005

  • Filosofia teoretica – Affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza).
  • Fondamenti storico-epistemologici del discorso filosofico – Affidamento  – Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario (Università Cattolica di Milano);
  • Storia della filosofia contemporanea– affidamento (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza);
  • Teorie della giustizia– (Università Cattolica di Milano – Sede di Piacenza)

 

 

4.3 Insegnamenti ricoperti in qualità di Professore di seconda fascia nel settore M-FIL/01 (Filosofia teoretica) (2005-2013)

 

 

§      A.A. 2005/2006

  • Filosofia teoretica- Titolarità (Università del Molise);
  • Filosofia morale– Affidamento (Università del Molise);
  • Storia della filosofia - Affidamento (Università del Molise).
  • Storia della filosofia– Affidamento esterno presso la sede piacentina dell’Università Cattolica di Milano.
  • Filosofia teoretica– Affidamento esterno presso la sede piacentina dell’Università Cattolica di Milano
  • Teorie della giustizia- Affidamento esterno presso la sede piacentina dell’Università Cattolica di Milano.
  • Fondamenti storico-epistemologici del discorso filosofico –Affidamento modulo presso la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario dell’Università Cattolica di Milano;

§      A.A. 2006/2007:

  • Filosofia teoretica - Titolarità (Università del Molise);
  • Teorie dei linguaggi - Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario – Affidamento (Università del Molise);
  • Storia della filosofia – Affidamento (Università del Molise);
  • Teorie della giustizia– Affidamento esterno presso la sede piacentina dell’Università Cattolica di Milano;
  • Fondamenti storico-epistemologici del discorso filosofico – Affidamento modulo presso la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario dell’Università Cattolica di Milano.

§      A.A. 2007/2008:

  • Filosofia teoretica – Titolarità (Università del Molise);
  • Teorie dei linguaggi - Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario – affidamento (Università Molise);
  • Storia della filosofia – Affidamento (Università del Molise).
  • Estetica – Affidamento (Università del Molise);
  • Teorie della giustizia– Affidamento esterno presso la sede piacentina dell’Università Cattolica di Milano;
  • Fondamenti storico-epistemologici del discorso filosofico – Affidamento modulo presso la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario dell’Università Cattolica di Milano

§      A.A. 2008/2009:

  • Ermeneutica della comunicazione – Titolarità (Università del Molise);
  • Storia della filosofia– Affidamento (Università del Molise).
  • Estetica – Affidamento (Università del Molise)

§      A.A. 2009/2010:

  • Ermeneutica della comunicazione – Titolarità (Università del Molise);
  • Storia della filosofia - Affidamento (Università del Molise);

§      A.A. 2010/2011:

  • Ermeneutica della comunicazione – Titolarità (Università del Molise);
  • Filosofia della mente - Affidamento corso libero (università del Molise)

§      A.A. 2011/2012:

  • Ermeneutica della comunicazione – Titolarità (Università del Molise);
  • Filosofia della mente – Affidamento corso libero (Università del Molise)

§      A.A. 2012/20013:

  • Ermeneutica della comunicazione – Titolarità (Università del Molise);
  • Storia della filosofia– Affidamento (Università del Molise).
  • Filosofia della mente – Affidamento corso libero (Università del Molise)

 

 

 

Vincenzo Costa